gli arcieri
Il gruppo Arcieri è parte del Gruppo Storico Città di Corinaldo sin dai primi anni 80 e nasce con lo scopo di favorire in Italia e all'estero la conoscenza della cultura medievale e rinascimentale organizzando palii, tornei ed esibizioni con archi storici senza l'utilizzo di mirini di precisione o di bilancieri, facendo rivivere nelle vie e piazze un angolo di storia.
Lo spettacolo richiama alle abilità del tardo Medioevo e del primo Rinascimento, prima che le armi da fuoco superassero in efficacia l'arco, che non era un mezzo di divertimento o da esposizione, ma un micidiale strumento utilizzato da uno specifico reparto degli eserciti per colpire il nemico e per difendersi dai suoi attacchi; in tempo di pace era invece utilizzato per cacciare la selvaggina che permetteva la sopravvivenza.
Gli spettacoli del Gruppo Arcieri sono sempre accompagnati dagli squilli delle chiarine e dal rullo dei tamburi.
I costumi dei componenti del gruppo sono suddivisi nei 4 rioni corinaldesi: Centro Storico (colore bianco/rosso), Porta Nova (colore giallo/azzurro), Porta S. Maria del Mercato (colore bianco/azzurro) e Porta S.Giovanni (colore giallo/nero). Sono questi i colori che li contraddistinguono durante il "palio degli arcieri", gara di abilità tra rioni che caratterizza la Contesa del Pozzo della Polenta, rievocazione storica che si tiene dal 1978 a Corinaldo ogni III fine settimana di luglio.
Gli Arcieri di Corinaldo si esibiscono inoltre in avvincenti gare di abilità come il tiro al bersaglio classico, il tiro al piattello con caduta di coriandoli, il tiro agli anelli colorati, il tiro al piatto nascosto, il tiro al piatto su torre umana.
In occasione di spettacoli notturni, gli Arcieri si esbiscono in suggestivi lanci di frecce infuocate e dardi esplosivi che, causando l'accensione di spettacolari fuochi pirotecnici, catturano inevitabilmente e stupiscono il pubblico presente.
L'arco è costituito da più essenze laminate di legno di olmo o tasso, con flettenti piatti e lunghi: la faccia anteriore deve resistere maggiormente a compressione, mentre quella posteriore a trazione. Questa è una caratteristica peculiare dell'arco medievale. La corda che viene tesa sull'arco è un filo di refe e viene girata circa 20-25 volte, a seconda della potenza di tiro che si vuole dare, mentre la freccia è in legno di cedro, con la punta in ottone e nella estremità posteriore tre penne naturali d'oca che ne determinalo l'assetto e la stabilità.
Il continuo perfezionamento della tecnica di tiro e dei materiali è finalizzato al miglioramento delle abilità dell'arciere nel colpire bersagli fissi o mobili con frecce che viaggiano ad una velocità di 110\130 Km orari, senza l'utilizzo di mirini di precisione o di bilancieri. |
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