Sbandieratori di Corinaldo

Gli sbandieratori del Combusta Revixi, fin dai primi anni di attività, si sono contraddistinti per la qualità dei loro spettacoli: oltre alle esibizioni di tipo storico, il gruppo ha intrapreso un ulteriore percorso espressivo nel quale la bandiera e lo sbandieratore sono protagonisti di una rappresentazione in cui la tecnica si fonde ad altre arti come la danza e la recitazione e le arti circensi e il cui risultato è uno spettacolo  di Teatro delle Bandiere capace di meravigliare gli spettatori di qualsiasi età.
Costanti allenamenti di preparazione vedono impegnati tutti i componenti lungo l’intero arco dell’anno al fine di preparare al meglio le esibizioni e gli spettacoli in piazza.
A partire dal 2010 i ragazzi hanno dato vita ad una propria interpretazione del maneggio della bandiera che si arricchisce delle contaminazioni artistiche di altre discipline. Nasce così il Teatro delle Bandiere.

Cenni storici sulla figura dello sbandieratore

Gli Sbandieratori nascono come figura rigorosamente storica, poiché fin dalle epoche più remote l’uomo ha sentito la necessità di riconoscersi in un gruppo o in una comunità tramite il proprio vessillo.
Non pare quindi strano il fatto che, a partire dalle società dell’antica Mesopotamia fino ai giorni nostri, vi sia stato un continuo e ininterrotto proliferare di bandiere e stendardi, sotto i quali riconoscersi.
Ciò avveniva sia in tempi di pace sia in guerra: ecco quindi l’uso dei vessilli in battaglia, quando sospinti e guidati dai tamburi che rullavano ininterrottamente, i soldati si lanciavano con ardore nella battaglia.
Al pari degli strumenti musicali quali chiarine e tamburi, le bandiere venivano utilizzate anche per trasmettere ordini alle truppe tramite i comandanti sul campo: ecco quindi che una bandiera lanciata in alto poteva dare inizio all’assalto, oppure un cambio di ritmo dei rullanti poteva ordinare la ritirata.
Nel corso dei secoli come altre discipline, quali la scherma, anche l’ “Arte di maneggiar la bandiera” si è andata via via affinando per opera di nobili, soldati e cavalieri che hanno codificato una serie di figure e lanci per utilizzare la bandiera, con o senza la spada, diventando nei tempi di pace una dilettevole forma di esibizione, di maestria, una sorta di educazione fisica dei nobili.

Questo gruppo basa la propria attività sul recupero di antichi manuali di maneggio della bandiera (come quello del 1638 di Francesco Ferdinando Alfieri) effettuando così, coadiuvati dalle sonorità marziali dei Tamburi e delle Chiarine, spettacoli e parate di tipo militare in cui il gioco della bandiera ripropone con impegno e rigore storico le coreografie e le evoluzioni degli sbandieratori medievali e rinascimentali.